giovedì 25 agosto 2016

Profondo blu (Amorgos e Koufonissi)

di Giuseppe Brenna (giubren)



Dura appena un’ora la traversata per raggiungere il porto di Egiali di Amorgos.

Il sole s’innalza timido sull’orizzonte, oscurato da una fitta foschia.
 
Alba sull'Egeo

Incombe sulla baia di Egiali un alto promontorio di più di 800 metri sul livello del mare dove si scorgono i candidi villaggi di Tholaria, Lagada e Potamos.
 
Tholaria
 
 
Le alte vette trattengono le nubi e il vento soffia incessante sull’isola che appare sin da subito come avvolta da un’aurea mistica.
 
Amorgos
 

Arriviamo nella Chora, dopo aver percorso vari chilometri di strada in salita con panorami vertiginosi sulla costa e le isole vicine.
 
strada di Amorgos

Chora di Amorgos
 

La Chora di Amorgos è stata fondata almeno 800 anni fa e gli abitanti, per sfuggire agli avvistamenti dei pirati, si rifugiarono sull’altipiano circondato da montagne che rendeva l’insediamento praticamente invisibile dal mare. Le nubi si rincorrono nel cielo ed un meltemi impetuoso sibila con forza nelle prime ore del mattino… Amorgos ci accoglie con una temperatura insolitamente fresca per le estati greche.
 
Chora di Amorgos


Chora di Amorgos
 

Arriviamo nella nostra Guest House situata nel cuore della Chora: non un solito studio ma un alloggio di stile tradizionale e caratteristico, dove la proprietaria ha curato l’arredamento per renderlo simile a quello delle vecchie abitazioni. La nostra stanza non è ancora pronta, per cui ne approfittiamo per un primo giro esplorativo.

Sul crinale si ergono ancora come sentinelle i vecchi mulini, alcuni dei quali restaurati.
 
Mulini della Chora
 
 
Più in basso, i candidi edifici con gli stretti vicoli ospitano negozietti e ristoranti che però non alterano l’autenticità del villaggio. Piazze pittoresche e numerose chiese ombreggiate da eucalipti e buganvillee fiorite impreziosiscono l’atmosfera, in particolare si erge uno sperone roccioso sul quale rimangono parti delle mura del vecchio kastro veneziano.
 
Chora Amorgos


Chora di Amorgos
 

Lunga una trentina di chilometri, Amorgos con il suo aspro paesaggio è un’isola ideale per gli amanti del trekking. Numerosi sono i percorsi ben segnalati per le escursioni a piedi che attraversano un arido paesaggio montano nel quale pascolano greggi di capre.

Iniziamo ad esplorare le spiagge iniziando da Maltezi che si raggiunge in barca da Katapola, il principale porto dell’isola. Gran parte dei visitatori sono giovani greci, amanti delle escursioni e del campeggio, che si concentrano principalmente in alloggi sulla costa.

Katapola di per sé è piuttosto caratteristica con i suoi ristoranti di pesce lungo il porto (nella Chora infatti prevalgono i piatti tradizionali a base di carne e verdure locali). In prossimità di Katapola sorgono diversi siti archeologici che risalgono all’epoca minoica.

L’antica Minoa sorge su un vicino promontorio ed è tutt’ora oggetto di scavi; non rimane molto, ma la tecnica costruttiva dei grandi muri perimetrali della porta d’accesso costituiti da monoliti ad incastro evidenziano quanto sia remoto questo insediamento.
 
Antica minoa

Più a sud si raggiungono piccoli villaggi e la spiaggia attrezzata di Kalotaritisa. Ogni mezz’ora partono le barche per l’isoletta selvaggia di Gramvoussa, dai grandi ciottoli grigi ed acque trasparenti.
 
isola di Gramvoussa, Amorgos

Nelle vicinanze c’è anche la spiaggia del relitto (Navagio), che è possibile osservare da vicino scendendo un piacevole sentiero che parte dalla strada asfaltata. Si tratta di un grande mercantile affondato negli anni ’50 e che ha costituito uno degli scenari del famoso film francese “Le grand bleu” di Luc Besson, un vero cult d’oltralpe degli anni ’80.
 
Navagio, spiaggia del relitto
 

Degna di nota anche la spiaggia di Mourou, anche se piuttosto affollata visto il numero elevato di giovani bagnanti in alta stagione.

L’attrazione principale dell’isola è però il grande monastero di Chazoviotissa, situato ai piedi della Chora a circa due chilometri di distanza.
 
Monastero di Chazoviotissa

Visibile già dal parcheggio, bianchissimo, imponente, ombreggiato dalla vetta del monte Profitis Elias, perfettamente incastonato nella roccia a strapiombo sul mare, appare come una visione.
 
Monastero di Chazoviotissa


Monastero di Chazoviotissa


Monastero di Chazoviotissa
 

Il panorama è avvolgente, con il profondo silenzio ed il blu cobalto del mare che riflette i bagliori del sole sulle acque.

Arrivati in cima al sentiero, si entra tramite una scala affiancata da una parete di roccia.
 
Monastero di Chazoviotissa
 
 
Si visitano due cappelle, tra cui una che custodisce un’icona della Vergine ritenuta miracolosa. I monaci offrono ai visitatori loukoum ed un bicchiere di rakomelo in una stanza adiacente le cucine, tra vecchie foto in bianco e nero degli abati che hanno diretto il monastero.
 
Monastero di Chazoviotissa
 

A breve distanza, la piccola spiaggia di ciottoli di Agia Anna dove sono state girate altre scene del film di Besson.
 
Agia Anna, Amorgos
 

Affascinante la spiaggia di Agios Pavlos con il promontorio di ciottoli bianchi che si insinua nel mare, donando alle acque tutte le possibili sfumature di azzurro. Da un piccolo molo, delle barche fanno la spola ogni ora per l’isolotto di Nicouria, proprio di fronte ad Agios Pavlos, con altre spiagge tranquille.
 
 Agios Pavlos, Amorgos
 

Amorgos è un luogo eccellente per riposarsi e distendersi; non mancano locali notturni, tuttavia nella Chora si inseriscono in un contesto che ha preservato i ritmi lenti del passato. Nella piazza Loza, gli anziani si salutano ed affollano nelle prime ore del mattino la messa domenicale. Risuonano le liturgie bizantine e si diffonde nell’aria il profumo degli incensi.
 
Chora Amorgos
 

In un piccolo edificio di fronte al Dimarkio (municipio), una fotografa americana espone le sue opere che ritraggono gli anziani del villaggio. Ha lontane origini greche (la sua trisavola era nata proprio nella Chora di Amorgos) ed ora abita sull’isola per almeno tre mesi all’anno, alla ricerca delle proprie radici.

Gli espressivi volti dei personaggi ritratti, molto spesso incrociati tra i vicoli, trasudano delle loro antiche esperienze: sono gli ultimi testimoni di una vita passata e depositari di una cultura che si vorrebbe trasmettere alle giovani generazioni per le quali tuttavia ci si augura una vita meno dura grazie agli introiti del turismo.

E’ ora di lasciare anche Amorgos, il piccolo traghetto Express Scopelitis ci attende al porto di Katapola per portarci a Koufonisia nelle Piccole Cicladi, ultima tappa del nostro viaggio.

Lo studio si trova proprio sopra il porto di Pano Koufonissi, regalandoci un bel panorama sulle isole disabitate di Kato Koufonissi e di Keros.
 
 Pano Kofounissi
 
 
La piccola Chora è raccolta attorno alla sua strada pedonale e nella spiaggia cittadina di Ammos si ha già un assaggio della bellezza che offre il litorale dell’isola: anse di sabbia dorata ed un mare che ricorda per trasparenza e colori quello della nostra Sardegna.
 
Chora, Koufonissi


spiaggia di Ammos
 

Viste le ridotte dimensioni, l’isola può essere percorsa a piedi o in bicicletta, tuttavia un efficiente servizio di caicchi collega il porto con le spiagge principali e con quelle di Kato Kofounissi ogni ora.
 
Kato Koufonissi
 

Da Fanos all’ansa di Pori conviene seguire il sentiero a piedi, anche per dare un’occhiata alla piscina (detta anche “occhio del diavolo”) ed alle grotte che offrono scenari mozzafiato.
 
Fanos
 
 
In alta stagione l’isola è molto affollata e non potrebbe essere altrimenti perché le sue bellezze non costituiscono più un segreto, ma i ritmi nonostante ciò rimangono rilassati con i suoi ristoranti dalla cucina genuina ed i suoi locali tranquilli, tra i quali il Milos Bar, nei pressi del vecchio mulino, ideale per i cocktail al tramonto.
 
Mylos bar, Koufonissi
 

Anche quest’anno la vacanza volge al termine, e ci ritroviamo sull’aliscafo per Santorini da dove sarebbe partito il giorno successivo il nostro volo di ritorno per Roma.

È sera e a Fira c’è la grande confusione del mese d’agosto.

Una breve passeggiata sul bordo della caldera rievoca le emozioni dell’estate del 2008, quando trascorremmo una settimana in questo luogo unico al mondo.
 
Fira, la caldera
 

Osserviamo le tremule luci di Oia e quelle ancora più lontane dell’isola di Anafi che s’intravedono sull’orizzonte come un miraggio… e già sogniamo che tale miraggio possa trasformarsi in realtà il prossimo anno.