venerdì 22 settembre 2017

LETTERE da CRETA


 di Mary Ferrero
 

mappa del viaggio

29/9/2015

Giorno 1 - Eccoci all'ingresso

Dopo una partenza notturna tra piogge e brume e un'alba intravista dal finestrino dell'aereo ecco Creta che ci dà il benvenuto a modo suo, con un cielo azzurro misto di mare e un gelato di nuvole... Ecco qualche foto dell'atterraggio e del tragitto verso Rethymno, dove ci troviamo ora e dove, approfittando della connessione del Barbara studios, ti sto scrivendo. Dopo aver vagato per le microscopiche viuzze della città vecchia siamo stati accolti in questi studios da una simpatica ragazza (e scortati dal cagnolino Lilly)  fino all'appartamentino con balcone all'ultimissimo piano da cui si intravede il mare. In frigo c'è pure una merenda di benvenuto che ha preparato lei... che dire, ora ci vuole un pisolino ma poi si riparte all'esplorazione!

Saluti assolati e contenti :)

30/09/2015

Giorno 2 - Rethymno

Ti scrivo dal balconcino della camera, davanti a me l'imbrunire scende sui tetti di Rethymno e copre il mare. Un misterioso piccione se la ronfa su un passafuori del tetto davanti al nostro da ieri sera. (per capire cosa sia un passafuori ricorrere a Google o a papà). Giornata dedicata all'esplorazione di Rethymno. Alloggiare nel cuore della città vecchia aiuta a gustarla al meglio. Intorno a noi un dedalo di stradine che prima i veneziani e poi i turchi hanno abitato e plasmato, ed ora sono piene di botteghe di artigianato locale, dove mi son già procurata una cosetta per te. Dopo essere entrati ovunque abbiamo raggiunto le spiagge e passeggiato sul bagnasciuga con i piedi a mollo in un agitato mediterraneo, dove non mancavano bagnanti temerari invano richiamati a suon di fischietti da apprensivi bagnini. A seguire un pasto delizioso a base di piatti cretesi : polipo e sardine per Luca, maialetto e feta in crosta di pistacchi per me... (mi sto leccando i baffi ancora adesso!). Poi siamo andati al porto veneziano, una piccola baia nascosta su cui si affacciano ristoranti, e ci siamo arrampicati sotto il faro. Infine abbiamo esplorato la fortezza veneziana, oggi popolata da turisti e gattini, che sorge in cima all'abitato e offre una bella vista sui dintorni. Poi siamo tornati agli studios per scoprire che oltre a rassettarci la stanza ci hanno anche... riempito il frigo! Tiramisù fatti a mano, succo di arancia, marmellate, the e fette biscottate, W l'ospitalità greca! Domani ci spostiamo ad ovest, direzione Kissamos e Balos beach...


 

1/10/2015

Giorno 3: kissamos, le caprette e il vento dell'est

Stamattina abbiamo impacchettato le mercanzie (inspiegabilmente più voluminose di due giorni fa, ho dovuto sedermi sulla valigia per riuscire a chiuderla) e abbiamo percorso un centinaio di chilometri in direzione est, da Rethymno sino oltre Kissamos, per raggiungere questo hotel meraviglioso quanto sperduto tra gli ulivi ... La morfologia di Creta è curiosa, alterna continuamente panorami marittimi a panorami montani, e pecore e caprette spuntano impertinenti anche sul ciglio delle strade principali. Ho anche bevuto un bicchierone di caffè greco nella pasticceria di un' improbabile località turistica autoctona lungo il tragitto. Giunti a Kaliviani siamo stati accolti da una signora del Balos Beach Hotel che in perfetto italiano ci ha riempito di informazioni e accompagnato alla camera, che si affaccia sulla bellissima baia di Kissamos. Purtroppo la giornata è ventosissima e non possiamo goderci la piscina, di cui ti mando foto.  Speriamo di rifarci domani... Abbiamo approfittato del ristorante dell'albergo per pranzare a Souvlaki (spiedini di maialetto) e Moussakà (una specie di parmigiana), e data l'ora strana eravamo gli unici ospiti pascià della sala ristorante. Il lauto pasto ha causato una certa letargia che non ci ha impedito di visitare Kissamos, chiamata anche Kastelli. Kissamos è come me l’aspettavo, località turistica per greci, che a fine stagione non può che sembrare decadente e in smobilitazione: il lungomare sbarrato a causa delle onde che spazzano la balconata, esercizi commerciali appena chiusi o forse chiusi da anni, una chiesa non visitabile, un centro storico con negozi che potrebbero aprire l’estate prossima comne non aprire mai più e gomitoli di strade che non portano da nessuna parte, tra cantieri di villette o hotel  in costruzione e case di vacanza già chiuse per l’inverno. In un vecchio negozio di cartoline anni ottanta compriamo una settimana enigmistica, qualcosa da sgranocchiare e una Mythos per fare aperitivo sul balcone dell’hotel dove rientriamo a goderci il tramonto.

Durante il rientro verso Balos ho modo di osservare il porto, una banchina un po’ desolata a tre chilometri dal paese, dove una nave attende paziente il calare del vento per poter salpare alla volta di Kythyra, l’ultima delle ionie, che ancora non abbiamo visitato e spero sia la nostra prossima meta in terra greca...

 

Nella camera abbiamo trovato un messaggio in bottiglia di benvenuto, e poco fa un sottofondo di belati sospetto mi ha fatto affacciare alla porta e scoprire che un gruppo di caprette ha deciso di fare uno spuntino tra i cespugli dell'uliveto accanto all'hotel.

Ora vado a esplorare la piscina, ma prima ti mando qualche foto scattata durante il tragitto e qui in hotel, così vedi anche tu quello che sto rimirando io... rumorose caprette comprese !

PS bis:  mi sono procurata un gatto grigio!

Saluti e a presto!

To be continued...

 

 
 

3/10/2015

Giorno 4: Elafonisi, la spiaggia rosa

Ciao Mafet, ti scrivo mentre contemplo l'alba riaccendere la baia di Kissamos (la finestra della camera affaccia sull'alba, non ho nemmeno dovuto alzarmi). Il sibilo del vento sembra essersi un po' placato e il rumore delle onde che si infrangono qui sotto si è fatto più lieve. Ieri, dato che i dintorni erano troppo ventosi per godersi le spiagge, abbiamo percorso le tortuose strade dell'entroterra, che più che il mare ricordavano la val Roja, e siamo andati dall'altro lato dell'isola. Lungo un susseguirsi di paesini affacciati tra i tornanti, chiese ortodosse, taverne e venditori di miele e raki (un liquore locale). Ci siamo anche fermati a immortalare l'orrido di cui non ricordo il nome, uno strapiombo impressionante dalle parti di Omalos. Spettatori del nostro e altrui passare,  ovviamente, gatti e caprette. Dopo tanta montuosità la comparsa della meravigliosa spiaggia caraibica di Elafonisi é sembrata quasi un miraggio. Nonostante la bassa stagione, e nonostante per la strada ci fossimo quasi solo noi, qui si sono materializzati tutti i turisti che non avevamo visto finora. Il tempo di posare le nostre cose sotto un ombrellone di paglia e stavamo già nuotando. Il fondale basso e di sabbia rosa (perché ci sono dei pezzetti di corallo) era così trasparente che sembrava non esserci, inseguire i pochi pesciolini nuotandogli sopra era così divertente da scordarsi di respirare. La giornata è volata, il sole e il venticello ci hanno rosolato a dovere. Stanchi e sabbiosi abbiamo ripercorso la strada dell'andata per tornare sul versante nord, dopo aver abbandonato una deviazione panoramica che si è rivelata troppo scoscesa per i nostri gusti (tornanti a picco sull'orrido, brrr). Fortunatamente l'hotel ha un ottimo ristorante e abbiamo fatto una super cena, così super da cadere in letargo... Oggi ci trasferiamo a Chania, ma prima cercheremo di conquistare un'altra bella spiaggia.

Buona giornata :)
A presto!


 

4/10/2015

Giorno 5 - Balos beach e Hania

Buongiorno! Ieri dopo aver lasciato a malincuore il bellissimo hotel abbiamo conquistato Balos Beach, per la quale lascerò parlare le immagini... Di conquista si tratta, perché la spiaggia si trova sulla punta della penisola di Gramvoussa, raggiungibile percorrendo una infinita strada sterrata, molto panoramica e molto a picco su strapiombi vari, comunque popolata da turisti, caprette e gli immancabili baracchini di venditori di prodotti locali. Dopo un'ora di guida lasciamo l'auto e iniziamo il tragitto a piedi, due chilometri di camminata in parte tra le montagne... Per poi scollinare, guardare giù e ritrovarsi davanti all'incredibile laguna di Balos Beach! Scesi in spiaggia il vento era un po' molesto, e così dopo un paio d'ore siamo ripartiti per affrontare il percorso al contrario. A un certo punto del cammino c'è una stazione di asinelli per chi preferisce fare il percorso sul dorso del mulo.


Dopo uno spuntino rapidissimo e mille fotografie abbiamo ri-affrontato lo sterrato e raggiunto Hania, la nostra meta successiva. La camera che ho prenotato qui al Royal Sun si è rivelata un appartamento con patio e uscita diretta sulla piscina, enorme e posizionata su una balconata affacciata sulla città... Ovviamente ho già collaudato la piscina e mi appresto a fare il bis. Dopo aver contemplato il tramonto dalla terrazza dell'hotel abbiam preso la navetta e siamo scesi a Chania, mangiato piatti greci nel dehor di una taverna e passeggiato tra le vivacissime strade della città vecchia e del porto...
Oggi la vedremo meglio.
Buona domenica e a presto

 

4/10/2015

giorno 5 e inizio 6: Royal Sun Hotel e Hania

Qualche foto del patio dove stiamo facendo colazione... Il vialetto di pietre lo collega a una piscina... A quest'ora gli unici a sfidare la temperatura dell'acqua per nuotare sono dei temerari signori inglesi... E qualche immagine del tramonto sulla città che si ammira affacciandosi dalla balconata... Cosa volere di più?!?

 
                                                                                                                                                      5/10/2015
Giorno 6: Chania

La sabbia rosa volevo prenderla ma era vietato raccoglierla, credo sia perché non è molta e sta sparendo.Ora traslochiamo per dirigerci a Spili (nell'entroterra) e Matala, località costiera del sud amata da hippy e scrittori  negli anni 70. Non so se ci sarà sabbia rosa anche lì, nel caso magari provvedo... Ogni volta che ci spostiamo chiudo la valigia un po' a malincuore per dover abbandonare un posto bellissimo, con la sensazione che la tappa successiva non potrà essere all'altezza, e invece quest'isola riesce ad essere un crescendo di meraviglia.

Ti mando un po' di foto di ieri, così puoi passeggiare anche tu con noi  sull'assolato molo del porto veneziano di Hania, e negli intricati vicoli dalle porte multicolore della città vecchia, tra bouganville rosa, negozi di prodotti artigianali e i tavolini dei ristoranti adagiati un po' dappertutto.

PS quella macchia scura controluce immersa nelle acque della piscina ovviamente sono io ...

6/10/2015

Giorno 7: Spili e Matala

Ti scrivo dal patio della pensione Nikos, a Matala, uno strano villaggio affacciato sul mar libico.  Un micio striato mi ha appena fatto visita, nel senso che mi é venuto incontro facendo fusa e posandomi le zampette sulle ginocchia... L' ho accarezzato un po' e si è rituffato in giardino, a caccia di invisibili prede.  Qui la temperatura é davvero mite, tanto da permetterci di fare il bagno nel tardo pomeriggio e contemplare il tramonto in spiaggia. Anche ora che è la mezza sono in tenuta estiva. Sto cercando di digerire la fin troppo lauta cena... abbiam preso un piatto spettacolare in un ristorante di pesce fresco affacciato sulla baia, dalla foto potrai farti un'idea. Oggi ci siamo spostati parecchio, da ovest a est e da nord a sud, e la differenza tra Hania e qui è davvero notevole.  Il viaggio però è stato più agevole del previsto, e a metà percorso abbiamo fatto tappa a Spili, paesino di case bianche e meta turistica dell'entroterra dove abbiamo passeggiato e ci siamo rifocillati a lumache?!? (le prime foto sono di Spili) per poi proseguire attraverso una zona dell'entroterra stranamente verde e ampia, fino ad approdare qui nella baia di Matala, villaggio delle grotte a picco sul mare. Pare ancora piena estate ed è pieno di turisti stranieri. Le proprietarie degli studios ci hanno accolto con un sorriso, un caffè e cioccolatini lindt, e c'è un'atmosfera rilassata che pare fuori dal tempo. Domani andremo a sbirciare le grotte. La sabbia qui è normale, quella rosa corallina era solo sulla costa ovest.
Ora mi ritiro perché sto subendo un assalto di zanzare, aiuto


7/10/2015

Giorno 8: Matala, storie di spiagge e grotte


L'ironia della sorte: Creta ci rende mattutini, troppo mattutini per gli standard cretesi. Alzarsi presto dà un senso di solitudine, qui é ritardatario persino il sole e alle dieci ancora non c'è traccia di ristoratori e negozianti... Matala non fa eccezione, anzi.
Consci di questo ce la siamo presa comoda, per poi fare colazione con spremuta e caffè sotto al pergolato di uno dei tanti bar qui attorno e poi ci siamo recati alle grotte di tufo, delle ex catacombe scavate nella scogliera a picco sul mare, dove ci siamo arrampicati per un po' per poi desistere sconfitti dal caldo e rifugiarci tra gli ombreggiati negozietti di souvenir, dove la scelta è talmente varia che non sono riuscita a scegliere nulla. Le stradine sono piene di curiosi murales, e la chiesa é scavata nella roccia.  Il pomeriggio in spiaggia é volato via insieme al vento, trascorso un po' nel mare caldo e trasparente ma scosso dai cavalloni un po' sotto l'ombrellone di paglia. Ho fatto due bagni lunghissimi circondata da inglesi e tedeschi che come me galleggiavano come anatre e ogni tanto si cacciavano sotto le onde. (e quando più tardi ho fatto la doccia mi sono accorta di avere un ramo tra i capelli!) Verso le sei e mezza ha avuto inizio lo spettacolo del tramonto,  che abbiamo riempito di fotografie nel vano tentativo di   conservare ogni sfumatura di quel rosa indescrivibile. Poi ci siamo recati in una taverna suggerita dalla mia fidata guida cartacea, dove tra commensali bipedi e felini discreti in perenne pattugliamento dei tavoli abbiam gustato un antipasto di riso avvolto in foglie di vite, polipo alla griglia e polipo in umido, più gli immancabili dolce e digestivo offerti dalla casa. La cena è stata allietata da un concerto di musica strumentale che si teneva nel bar accanto. 
Ora rieccomi nel patio, faccio colazione con un appiccicosissimo baklava (noci e miele... ) in attesa dell'amico micio, prima di partire in vista per l'ultima tappa del viaggio: Cnosso e Iraklio.

PS é un piacere mandarti questi resoconti, sapere che li apprezzi mi ha fatto produrre un diario di viaggio :)


8/10/2015

Ultimo giorno: Cnossos e Iraklio

Ti scrivo dal gate dell'aereoporto di Iraklio, ancora poco affollato ma comunque confusionario perché tutti i passeggeri sono mischiati in un unico salone e ogni tanto annunciano dove bisogna mettersi per prendere un volo o chiamano per nome i passeggieri ritardatari, ora stanno chiamando quelli del volo per Praga cercando impronunciabili Mr polakova mrs Obodna and Obriva family...
Ma torniamo al diario...
Ieri, dopo aver abbandonato assai a malincuore la surreale Matala, ci siamo spostati verso Iraklio e raggiunto l'ultimo hotel, in una località balneare in smobilitazione a cinque minuti dall'aereoporto. Poi abbiamo visitato il Palazzo di Cnosso, assolatissime rovine in parte ricostruite da un eccentrico restauratore inglese. Non avendo preso la guida bipede ci siamo aggirati schivando truppe di turisti che ascoltavano spiegazioni a noi incomprensibili in lingue dell'est, e cercato di capire da soli cosa fosse quello che stavamo vedendo, con gli inevitabili equivoci tipo scambiare per gabinetto la sala del trono perché gli alabastri ricordavano dei sanitari... (i miei anni di architettura buttati nel...alabastro!)  In serata abbiamo passeggiato un po' per il centro di Iraklio, dove pareva che tutti gli abitanti si fossero seduti nei dehor, per poi contemplare il molo illuminato e tornare in hotel a iniziare una lotta impari con la valigia che non vuole chiudersi. (Ma la tattica di sedersi sopra funziona sempre) . Questi studios avevano la colazione compresa, e chi ci viene incontro disperatamente tra i tavolini del buffet se non un gattino bianco panciuto? Proprio piccolo... giocava con la sua stessa coda e tentava di salire su di noi, per poi sparire un attimo e tornare leccandosi i baffini, dopo aver fatto colazione anche lui...  Tra poco ci chiamano per il volo... A prestissimo!