sabato 3 novembre 2012

KALYMNOS – FIORI negli ABISSI

di PUCCY (Ornella Baciocchi)




una bancarella di Fiori a Kalymnos
 
Proprio così, i fiori, a Kalymnos, aprono le loro corolle nei profondi abissi del mare, hanno forme stravaganti e bellissime, sono morbidi e vellutati, difficili da scovare, ma non appassiscono mai e quando li stringi fra le mani sprigionano un intenso profumo di salsedine! Costeggiando l’isola, dagli oblò dell’aliscafo della Dodekanisos Seaways, KALYMNOS, sembra disabitata, spoglia e brulla, poi, quando si entra nel golfo di Pothia lo scenario cambia improvvisamente e l’impatto è quasi traumatico. Una vera città, una miriade di case disposte a piramide, fitte fitte, una dietro l’altra, davanti ad una quinta di alte e nude pareti di roccia. Un porto animatissimo, pieno di pescherecci, yacht, navi da carico, catamarani, aliscafi, traghetti, grandi barche per escursioni turistiche e mezzi della marina militare. Appena sbarchiamo veniamo subito investiti da una folata di vento caldissimo e travolti dall’esuberanza del sig. Georghios che ci offre ben due possibilità di sistemazione, una in centro a Pothià ed una sul mare a Myrties. Optiamo senza esitare per la seconda, sia perché Myrtiès è strategicamente al centro dell’isola, sia perché non immaginavamo Pothia così grande e così calda. Caricati i bagagli in auto, attraversiamo le strette ed affollate vie della città e prendiamo la strada che si inerpica verso il centro dell’isola.. Georghios si rivela subito un uomo aperto e simpatico, un gran chiacchierone, strada facendo catechizza Aldo, seduto al suo fianco, con mille raccomandazioni, informazioni ed indicazioni. Io, seduta dietro, lo sento parlare e non lo ascolto, mentre dal finestrino cerco di catturare le prime immagini di quest’isola ancora misteriosa e un po’ di aria, lasciandomi cullare dalle curve della strada come le barchette del porto si fanno cullare dalle onde.
 
Kalymnos
 



KALYMNOS è un’isola strana e piuttosto difficile da descrivere, per molti aspetti unica, sicuramente diversa da tutte le altre isole egee. Può deludere o affascinare, ma niente vie di mezzo. Da un punto di vista turistico, può sembrare messa un po’ in ombra dalla vicina Kos, ma, forse, è la stessa Kalymnos che non si preoccupa più di tanto di promuovere la sua bellezza e le sue attrattive. Per densità abitativa è la terza isola del Dodecaneso, dopo Rodi e Kos. I suoi attivi isolani hanno da sempre sviluppato una economia autonoma e vivace, basata soprattutto sulla pesca e la cantieristica navale. Tuttora il turismo è considerato una componente accessoria, seppur sempre più importante. Per questo motivo Kalymnos ha conservato un’anima profondamente greca, genuina e laboriosa, percepibile fin dal primo momento che ci si arriva, confermata dalla attiva vita quotidiana che vi si svolge. Ciononostante, nulla è andato perso dell’aspetto selvaggio dell’isola e dei suoi ambienti naturali estremi. Tre aspre ed aride catene montuose la attraversano in diagonale conferendole un aspetto molto diverso dalle isole vicine, le pareti rocciose sembrano inaccessibili, veri e propri muri di pietra rovente. Fra queste montagne si aprono piccoli altipiani, profumati di timo e di erbe aromatiche ronzanti di api laboriose; strette valli strapiombano verso il mare concedendo solo minuscole pianure ad una amorosa coltivazione.


meravigliose creature
Persino il mare Egeo, a Kalymnos, è diverso: piatto come un lago, si incunea in profondi fiordi dove l’acqua, anche a riva, è di un blu tanto scuro da sembrare densa, compatta, misteriosa. Forse è stata proprio questa terra difficile a spingere i suoi abitanti negli abissi, in cerca di quei fiori che era impossibile cogliere sui monti e a fare di Kalymnos la leggendaria Isola dei Pescatori di Spugne. 
 
Da più di due secoli la storia, la vita quotidiana, l’economia e la cultura di quest’isola sono condizionate da questa affascinante creatura marina, poi, non si sa come, capitò a Kalymnos un istruttore di climbing italiano che rimase affascinato dalle sue pareti rocciose ed organizzò una prima manifestazione sportiva. In un baleno, gli operosi e svegli abitanti di Kalymnos, hanno guardato anche loro, con occhi diversi, le loro montagne. Il Comune ha pubblicato velocemente una Climbing Guide in più lingue e ha disseminato l’isola di cartelli con diversi itinerari. Sono nate scuole professionali di free-climbing e scalata, accanto alle bancarelle di spugne sono spuntati negozi di cordami, ramponi ed imbracature. Dagli abissi, lo sguardo si è alzato alle vette, e Kalymnos, come per magia, è diventata un indiscusso paradiso per gli arrampicatori: la natura impervia dell’isola ha dato ancora una mano ai suo abitanti, in fondo si è trattato solo di cambiare il punto di vista.


 

Il centro dell’isola: fra Myrties e Massouri, la magnifica Isola di Telendos

Sbuchiamo finalmente sulla costa occidentale, il mare riappare all’improvviso, scuro e fermo come un immenso lago. Georghios molla il volante e, gesticolando, richiama energicamente la nostra attenzione sul magnifico panorama: l’imponente mole della isola di Telendos domina la scena e chiude l’orizzonte davanti a Kalymnos. Ha proprio ragione ad esserne orgoglioso, lo scenario è grandioso e superbo.

l’isola di Telendos vista da Myrties
 

Ma eccoci arrivati. Gli studios Melina’s Apartments sono raccolti in una bella costruzione a tinte chiare, articolata su più livelli, con terrazze e balconate che si aprono a 180° sullo specchio di mare che si stende fra l’isola di Telendos e Myrties in posizione veramente panoramica. Il nostro monolocale è molto carino e arredato con gusto, non molto grande ma attrezzato di ogni confort, ci piace moltissimo la grande terrazza con sedie e tavolini a disposizione degli ospiti. Georghios chiama a gran voce la moglie che si presenta subito con acqua fresca e frutta, in due minuti ci spiegano dove trovare il market, un motorino, l’imbarcadero per Telendos, la fermata del bus, le scorciatoie per scendere al mare, i ristoranti e che i nostri vicini sono 4 ragazzi italiani appassionati di arrampicate, loro abituali clienti. MYRTIES è un insieme di casette con alberi e giardini, tutte con vista panoramica, arrampicate su una costa molto ripida che scende a balze verso il mare. Il paese non ha una forma e un centro vero e proprio, ci sono solo un paio di strade principali, parallele sui vari livelli di costa, collegate qua e là da scalinate; non aspettatevi un centro animato e pieno di negozi, ma una località di villeggiatura tranquilla dove si trova il necessario. Lungo il mare corre una spiaggia di ciottoli e ghiaia, abbastanza grande e poco frequentata, su cui si affacciano ristoranti e taverne; il piccolo molo da cui partono i caicchi per Telendos e il porticciolo sul fondo della baia completano il quadro.
 
Myrties dal balcone…

 


gallerie fiorite a Telendos
Sistemate velocemente le nostre cose, scendiamo al mare e senza pensarci un attimo prendiamo al volo il caicco che sta partendo per TELENDOS. Questa isola è un aspro cono di roccia che si eleva, liscio ed impervio, a 535 mt di altezza e sorge a meno di un kilometro dalla costa di Kalymnos da cui, drammaticamente, venne separata da un violento terremoto. Il caicco dopo 10 minuti attracca al piccolo villaggio di pescatori di Potha che, in estate, conta poco più di 100 anime.
 
 





 

Le sue semplici casette si specchiano nel mare, sull’isola non ci sono automobili e traffico di sorta, solo qualche allegra taverna di pesce e piccoli negozi di souvenir, tutti da scovare fra le strette viuzze lastricate ed ombreggiate da rigogliose pergole di uva e bouganville dai colori smaglianti. Graziosissima la chiesa dedicata alla Panagia, dipinta di un limpido turchese bordato di bianco.
 
…azzurro puro….
 

Gli angoli di mare più belli di Kalymnos li trovate sicuramente qui, a Telendos, e Chochlakas è la sua spiaggia più bella. Per raggiungerla non potete sbagliare: sbarcati sul molo girate a sinistra, percorrete l’unica via fino all’indicazione che vi farà svoltare a destra, da qui, seguite per 10 minuti il sentiero che attraversa la collina e arriverete alla spiaggia. Chochlakas è in realtà una serie di baie separate da alcune grandi rocce scure, la più grande di queste è un’ampia distesa di comodi ciotolini grigi e luccicanti che, sotto il sole di mezzogiorno, sembrano d’argento. Il mare è verde scuro, un velluto morbido e tiepido da cui non vorrete più uscire.
 
Spiaggia di Chochlakas … che bagno !!!
Tornati al paese e superato il molo, percorriamo tutta la strada sterrata che corre lungo la costa fino alla chiesetta di Agios Costantinos. Lungo questo percorso, superate le rovine della basilica paleocristiana di Agios Vassilios, si incontrano, una dopo l’altra, molte spiaggette di ciotolini e sabbia, appartate e tranquille, alcune attrezzate con ombrelloni e lettini, altre completamente nature, una più carina dell’altra e ci ripromettiamo di tornarci.
 

..lungo il sentiero per Agios Costantinos
 
Tornati a Myrties ci incamminiamo a piedi verso MASSOURI che è appena dietro una curva, meno di 1 km. Anche qui le abitazioni sono ammassate lungo lo scosceso pendio e soprattutto lungo la movimentata strada principale. Massouri è, dal punto di vista turistico, la località più sviluppata e vivace della zona, la più frequentata dagli appassionati di climbing data la sua vicinanza alle migliori pareti. A differenza di Myrties, qui ci sono diversi negozi di souvenir e prodotti tipici, stores molto specializzati in attrezzature da scalata. Numerosi i caffè e le taverne, ci sono anche molti hotel, di cui uno molto grande con una piscina che sovrasta la lunga spiaggia di sabbia scura. Per la cena è ancora presto ma i gyros pitta di Mr. Souvlaki sulla piazza di Massouri sono una tentazione irresistibile…


 

Il Sud dell’isola: un affascinante viaggio nel mondo delle Spugne

Il risveglio è rallegrato dal garrire di molte rondini e la colazione sul nostro panoramico terrazzo ci regala un magnifico inizio giornata. I nostri vicini scalatori sono già partiti per le loro escursioni. Andiamo a ritirare il motorino che abbiamo prenotato ieri sera e voliamo a POTHIA, dove palpita il cuore di Kalymnos.

Pothia, splendida capitale
 

Questa trafficata e rumorosa città, ci appare oggi come una incredibile e gigantesca cartolina: ieri non avevamo notato il suo stile sofisticato, le case di stile neoclassico, dipinte a vivaci colori e riflesse nel mare, i nobili edifici in stile veneziano risalenti all’epoca della dominazione italiana, lo charme dei suoi caffè e del suo lungomare. Accanto al molo dei traghetti, nello slargo alberato di Platìa 25 Martiou, troviamo il negozio di S.N. Papachatzsis, definito dalle guide turistiche una delle più antiche e famose fabbriche di spugne. Forse un tempo era davvero un laboratorio, ma ora vi si respira una artefatta atmosfera da museo del folklore ed è tappa fissa per i tour organizzati che accompagnano i turisti a fare acquisti con la scusa della dimostrazione della lavorazione delle spugne. Poco dopo si aprono Platìa Eleftherìas, con i migliori caffè e locali della città, e la Piazza del Municipio, lastricata in lucido ciottolato, coronata da bei palazzi e dalla mole della chiesa dedicata a Cristo Salvatore. Imperdibile a Pothia è la visita al Museo Nautico (chiuso lunedì – 1,50 euro), una ricca raccolta di equipaggiamenti, fotografie e documenti che rivelano la storia e la tecnica della pesca delle spugne. Vedrete le “skandalopetra”, pietre levigate con cui i pescatori raggiungevano velocemente il fondo rischiando la vita, le “campane”, gli “skafandri” e le sofisticate attrezzature moderne.
 


Museo Nautico e delle Spugne
Ricchissima è la Collezione delle Spugne e molto curata l’esposizione didattica: si imparano un sacco di cose !! Forse sorprenderà scoprire che le spugne sono animali e non vegetali, che le specie esistenti sono 5.000 di cui solo 15 hanno un valore commerciale, che crescono attaccate al fondo roccioso fino a 200 mt di profondità e che, se tagliate alla radice, ricrescono. Vivono solo in mari piuttosto caldi, privi di correnti e puliti, e per raggiungere un diametro di 15 cm ci impiegano da 2 a 4 anni. Lasciato il Museo proseguiamo sul lato orientale della baia fino alla Psaragorà, il vivace mercato del pesce coperto, e ai Cantieri Navali artigianali, fra i più antichi della Grecia, dove ancora i costruttori di barche tramandano la loro arte di padre in figlio. Continuando per la strada lungo il mare e superate alcune piccole insenature, la strada sale sopra le montagne e dopo 8 km si arriva alla profonda baia di AKTI e alla sua bella spiaggia. Sabbia e ghiaia chiarissime, un paio di stentati alberelli, un mare stupendo dai riflessi di giada e smeraldo, una rustica taverna a ridosso della spiaggia per un pasto semplice e spartano. La strada poi attraversa un altro tratto di montagna e quando si riaffaccia sul mare vedrete sotto di voi il mitico fiordo di VATHI.


Vathi
 
 
Dall’alto è uno spettacolo impressionante. Il paese intorno al porto si chiama Rina ed è costituito da poche case cubiche e semplici, un paio di graziose taverne e un fornito negozio di spugne e souvenir. Nel fiordo non c’è spiaggia, ma il mare di purissimo smeraldo e il suggestivo paesaggio stretto fra le alte pareti del fiordo invitano ugualmente a tuffarsi. In alta stagione c’è anche la possibilità di raggiungere le ciottolose spiagge fuori dal fiordo con i taxi boat che partono dal porticciolo. Vathi è il nome del paesino più interno e della bella valle, chiusa e riparata, che si apre alle spalle dell’omonimo fiordo: qui verdeggiano una infinità di alberi di mandarini, aranci e limoni. Dopo tanto aspro pietrame e rocce infuocate sembra di entrare in un’oasi. Ritornando verso Pothia ci fermiamo sul piazzale di uno Spugnificio, una Fabbrica di Lavorazione delle Spugne, che avevamo notato all’andata. Dall’esterno, considerata l’assenza totale di rumori, più che una fabbrica, ci sembra però un capannone, forse un deposito. Entriamo per una porta con l’indicazione “uffici” e ci troviamo nel tipico antro amministrativo mediterraneo dove montagne di carte, raccoglitori accatastati, posacenere e portamatite, bicchieri di nescafè e computer antiquati fanno un tutt’uno con l’impiegato, che, a sua volta, fa un tutt’uno con il suo telefono e il suo ventilatore. Solo i quadri appesi alle pareti tradiscono una sicura relazione con le spugne: fotografie di grosse barche, scafandri, uomini immortalati accanto a spugne gigantesche, poster con i prodotti commercializzati, diplomi, medaglie e attestati commerciali. L’uomo chiude la telefonata, appoggia i gomiti alla scrivania e ci inchioda con uno sguardo interrogativo e infastidito. Abbastanza sicuri di un rifiuto, chiediamo ugualmente di poter fare una visita e lui, sempre incollato alla sua sedia, urla qualcosa in direzione di un corridoio da cui appare fulmineo un giovane che capisce al volo di dover prendere in consegna due rompiscatole. Stamatis, con un sorriso che ci rassicura, ci invita a seguirlo e si capisce subito che è molto più socievole del suo “captain”, come lo chiama lui. Parla inglese e, quando occorre, fa da guida ai clienti che vengono da ogni parte del mondo a fare acquisti, il fatto che noi due siamo semplici turisti non fa differenza, oggi è giornata tranquilla e il capitano ha dato il permesso.


…il bagno…
Aprendo la porta del capannone a piano terra, siamo subito colpiti da un intenso odore di mare. Una persona sta selezionando le spugne grezze appena arrivate, tanto scure e incrostate da sembrare rocce, un altro le immerge, raggruppate in grandi reti verdi, nelle vasche per il lavaggio ed i trattamenti necessari.
Al piano superiore attraversiamo una grande stanza molto areata e piena di lunghi scaffali di legno stipati di spugne; nella stanza successiva ci sono vere e proprie montagne di spugne e gli operai che le regolano con grosse forbici buttandole in ceste diverse a seconda di dimensione e caratteristiche.
Il tutto senza frenesia, senza frastuono di macchinari: in sottofondo solo la musica di una radiolina, il tzac tzac dei forbicioni e le chiacchere degli operai. Ovunque un profumo intenso di salsedine e la luce dell’egeo che entra dalle grandi finestre.




…la toilettatura..
Entriamo infine nella stanza dove ci sono le spugne confezionate e pronte per l’esportazione. Al Museo abbiamo già imparato che il principale elemento distintivo per le spugne è la conformazione dei pori, qui, Stamatis, accarezzandole con amore, ci spiega che le più pregiate sono le Fine, chiamate anche Silk, pescate in acque profonde vicino alla Siria e nel triangolo di mare Karpathos Astipalea Kalymnos. Le spugne mediterranee più comuni sono le Kapadike e crescono lungo le coste di Grecia, Turchia, Siria, Egitto, Libia e Tunisia, in alcune zone della Sicilia e del Tirreno. Le Atlantiche provengono invece dalle barriere coralline del Golfo del Messico, Florida, Bahamas, e Cuba, hanno una struttura meno pregiata delle mediterranee ma hanno un buon rapporto qualità prezzo.

 
…pronte per la spedizione…
 

Ci mostra infine enormi spugne dalle forme fantastiche, destinate a decorazioni ed arredamento. Quelle di colore naturale vanno dal miele scuro al nocciola, quelle giallo chiaro, più apprezzate in commercio, sono sbiancate con acqua ossigenata. Visti i prezzi convenienti, ne acquistiamo una borsa piena, per noi e per souvenir. Salutiamo Stamatis e, ritornati al porto di Pothià, ci dirigiamo verso sud seguendo la costa. Superato il lido artificiale ombreggiato di tamerici, arriviamo a THERMA. Qui la strada finisce, dove si trova una ombrosa spiaggia, una taverna in riva al mare e piccole baie per bagni tranquilli, anche fra acque con bollicine sulfuree. Torniamo quindi indietro e saliamo verso il Monastero di AGIOS SÀVVAS o Agios Pantes (Ognissanti), considerato il “gioiello” dell’isola. Dal piazzale antistante la chiesa, una bella costruzione di pietre naturali con tetti di tegole rosse, si gode un ampio panorama su tutto il golfo di Pothià, il porto, la città e le alte montagne di pura pietra.
 
panorama da Agios Sàvvas
 

Si arriva quindi al bivio di Vothini e una strada porta al grazioso Monastero di Agia Ekaterini dove le suore vi faranno visitare volentieri le loro belle chiesette dalle tondeggianti cupole di mattoni rossi. Scendendo verso la costa arriviamo infine a VLICHADIA e alle sue spiagge di sabbia e ghiaia orlate di tamerici, molto amamte dai locali e quindi piuttosto affollate.


Ma l’attrattiva di questa località, più che la spiaggia, è il curioso Valsamidis Sea World Museum

Valsamidis Sea World Museum
nel quale un pescatore di spugne, Stavros Valsamidis, ha raccolto tutto ciò che ha trovato in mare sin dalla sua infanzia (tutti i giorni – 1,50 euro). Il nostro fantastico viaggio nel mondo delle spugne non poteva finir meglio: qui c’è veramente di tutto, conchiglie, coralli, minerali, fossili, pesci imbalsamati e spugne, spugne, spugne. In questo inusuale museo troverete persino il relitto di un aereo della seconda guerra mondiale con vari cimeli bellici e il relitto di una barca del II sec. a.C. con tutto il suo carico di anfore.
 
 




Tornando verso Myrties facciamo una serie di brevi soste a Chorio, l’antica capitale dell’isola dominata dalla bruna cittadella costruita dai Cavalieri di San Giovanni, a Panormos ed alle vicine Spiagge di Kantouni, Linaria e Platis Gialos costellate di graziosi angolini.
 
...cristallo fragile e cangiante...
Il mare di Kalymnos è ovunque un cristallo fragile e cangiante, non sembra nascondere i suoi segreti, fa anzi credere di poter penetrare facilmente i suoi fondali. Insidioso come una sirena ammaliatrice, il mare di Kalymnos invita ad oltrepassare la barriera delle sue trasparenze, a scendere nelle profondità dei suoi abissi in cerca dei suoi fiori preziosi. Tentatore come un verde serpente dalle squame lucenti, il mare di Kalymnos sussurra la malìa e il richiamo dell’abisso per farci perdere nella sua vertigine.




Emboriòs e Arginontas: la pace e i silenzi del Nord.

Stamattina l’aria è molto calda, le lisce pareti di roccia alle spalle di Massouri sembrano richiamare a sè la leggera foschia argentata che aleggia sul mare. Andremo dritti a Nord, fino ad Emboriòs, dove finisce la strada.
 
Emboriòs
 
 
una piscina fatata
Il mare a EMBORIÒS sembra proprio un lago e c’è una pace incredibile, la spiaggia è di sabbia e fine ghiaietto, bordata di alberi di tamerici, in una zona ci sono anche lettini ed ombrelloni. Dietro la spiaggia ci sono graziose taverne circondate da oleandri, ibischi e buganvillee e proprio sul mare un locale carino che pubblicizza serate con musica dal vivo.
 
Non troviamo praticamente nessuno e ci godiamo un momento di puro relax, facciamo un lungo bagno cercando quasi di non far rumore e di non increspare l’immobilità di questa immensa piscina fatata. Quindi esploriamo qualche sentiero che parte da Emborios e poi riprendiamo la strada verso Myrties fermandoci nella bella baia di ARGINONTAS.
 
 
 
Arginontas
 

un bagno memorabile
Il minuscolo borgo di Arginontas è arretrato rispetto alla costa, non visibile dalla strada e nascosto fra la vegetazione della valle; la baia invece appare senza indugio, in tutta la sua bellezza, brilla candida con la sua spiaggia di ghiaia chiara che contrasta con la chioma scura dei grandi alberi che la contornano. L’acqua del mare è, come sempre, immobile, con riflessi verdi e turchesi, ideale per uno dei nostri bagni memorabili.
 
 






Sulla spiaggia di Arginontas si possono utilizzare i lettini messi a disposizione dalla Taverna Katerina che offre un’ottima cucina e stanze in affitto. Questa simpatica taverna merita sicuramente una sosta sia per la bella terrazza panoramica dove si mangia che per l’ottimo miele di timo che si può acquistare come souvenir. Il miele di timo di Kalymnos va assolutamente assaggiato, ha un aroma particolarmente intenso e, stando agli antichi, ha grandi proprietà terapeutiche. Per il pomeriggio decidiamo di tornare ancora a Telendos. Traghettiamo con il caicco e ci dirigiamo verso le piccole baie che avevamo adocchiato il primo giorno lungo il sentiero per Agios Costantinos. Ne troviamo una piccola ed accogliente, tutta per noi, scendiamo qualche gradino di legno fissato nella roccia, piazziamo il nostro ombrellino parasole fra le rocce e, come due mangrovie, mettiamo radici. Mare cristallino, maschera e boccaglio, tanti pesciolini colorati, ci sentiamo anche noi pescatori spugne !!
 
Aldo…un vero pescatore di spugne!
 
 

Heliovassilema
Domani partiamo, vogliamo goderci fino all’ultimo il mare immobile e i silenzi di Kalymnos, abbandonarci alle prime nostalgie per questa strana isola che non abbiamo ancora lasciato e già ci manca. Arriva la sera e dalla terrazza del ristorante sulla spiaggia di Myrties, la nostra cena avrà come sfondo uno dei più bei tramonti visti nell’Egeo: lo spettacolo del sole, fiammeggiante ed enorme, che cala lentamente dietro l’isola di Telendos, incuneandosi, preciso, fra le sue forre.
 
 






Il cielo e il mare si tingono di oro e di malva contrastando il profilo bruno dell’isola, il sole continua a scendere, sempre più rosso e tondo, rimpicciolendo sino a divenire un minuscolo rubino fra le rocce, con un ultimo bagliore sparisce e tutto lentamente sfuma in pennellate sempre più violacee. In greco, tramonto, si dice “Heliovassilema”, ed è una parola per me bellissima, più o meno significa “la regalità del sole”: mai, come qui, ho visto il sole farsi davvero RE.
 
sua maestà il RE
 





INFOMEMO

Questo racconto fa parte dei miei DIARI del DODECANESO, le isole per le quali trovate già un racconto pubblicato sono Patmos, Lipsi, Leros, Kalymnos, Kos, Nisyros, Tilos e Simi. Spero di poter presto trascrivere anche gli appunti di Astipalea, Karpathos, Halki e Rodi. Il nostro viaggio è stato fatto a giugno ed abbiamo trovato un’isola molto gradevole sotto ogni profilo: tranquilli angoli di mare di giorno e una piacevole vivacità nei centri abitati la sera. Non so se è stato un caso, ma Kalymnos è l’isola più calda che ci sia mai capitato di visitare a giugno, anche l’acqua del mare era piacevolissimamente e inusualmente calda. Le strutture turistiche non mancano, se ne trovano per tutti i gusti e per tutte le tasche, molte sono aperte tutto l’anno, la maggior concentrazione è nella zona di Panormos, Myrties e Massouri. A noi Myrties è sembrata perfetta, sia per visitare l’isola, sia per la sua vicinanza all’isola di Telendos, nonché al vivace centro di Massouri frequentatissimo dai climbers che provengono da ogni parte del mondo. Kalymnos non piacerà certo al classico turista da spiaggia, a caccia di lidi ampi e sabbiosi di aspetto vagamente tropicale; col suo aspetto in parte aspro e in parte confuso, non piacerà neppure a chi cerca la Grecia delle cartoline stile cicladico e dei calendari illustrati. Kalymnos piacerà invece a chi ama un mare silente, immobile e dai colori densi, a chi ama i panorami di roccia aspra, solenne e rovente, a chi ama le città vive, abitate e laboriose, a chi ama mescolarsi fra la gente del luogo e tuffarsi in un luogo autentico che vive più per sé che per i turisti. Il mondo delle spugne, poi, è veramente affascinante, tutto da scoprire; io ne sono rimasta incantata ed ogni volta che utilizzo la mia morbidissima spugna è come partire ancora per un incredibile viaggio fra i fiori di Kalymnos.
 

..partire per l’incredibile viaggio fra i fiori di Kalymnos..


KALYMNOS come raggiungerla:

Kalymnos ha un proprio aeroporto inaugurato nel 2006, a circa 3 km da Pothia, dove atterrano i voli interni che la collegano quotidianamente ad Atene in tutte le stagioni. Considerata la vicinanza e gli ottimi collegamenti con la vicina Kos, è facilmente raggiungibile dall’Italia anche in questo modo: volo low cost su KOS + 15 minuti di taxi al porto Mastichàri (Kos) + traghetto veloce della compagnia ANE Kalymnou che fa più volte al giorno la rotta Kalymnos – Kos. Noi abbiamo utilizzato il collegamento Kalymnos – Kos della ANE sopra descritto: comodo, puntuale ed efficiente. Se dovessi consigliare una felice abbinata di isole direi sicuramente Leros + Kalymnos, in qualche modo si assomigliano e mettono in contatto con una Grecia “diversa”, anche Kalymnos + Astipalea può essere una bouona idea, considerato che Kalymnos è l’isola che offre i migliori collegamenti con Astipalea, isola piuttosto difficile da abbinare ad altre.



KALYMNOS dove dormire:

potete consultare il sito www.kalymnos-holidays.com che offre diversi spunti.

Noi abbiamo soggiornato ai Melina’s Apartments €25 lo studios, Tel +302243048634, +306977648646. A Myrties, 150 mt dal mare che si raggiunge a piedi scendendo una scalinata, splendido panorama a 180°. Monolocali con angolo cottura, frigo, bollitore e aria condizionata. Transfer gratuiti da/per porto effettuati dal simpatico Georghios.


 
Melina’s Apartments



Irene’s Apartments €25. Tel +30.22430.48634, +30.6977648646. A Pothia, vicino al porto. Gestiti dalla stessa proprietà dei Melina’s Apartments. Appartamenti spaziosi, tv e aria condizionata, ideale per famiglie e gruppi di amici, anche in bassa stagione.



Katerina, sulla spiaggia di Arginonta. Studios gestiti dalla taverna omonima. Tel. +30.22430.40036.



KALYMNOS dove mangiare:

Non avrete problemi a mangiare in modo genuino, ovunque andrete. Pothià è piena di ristoranti di antica tradizione frequentatissimi dai locali che, comunque, si dirigono frequentemente verso le taverne sul mare in cerca di aria più fresca e….silenzio.



Sevastos, Myrties. Panoramica e romantica Fish Taverna da cui godere magnifici tramonti sull’isola di Telendos. Imperdibili le Octopus Keftedes, la specialità di Kalymnos.



Psarokatastasi, Myrties. Sul mare, in fondo alla spiaggia. Frequentata soprattutto da locali, rustica taverna con cucina casalinga, piatti del giorno tradizionali e a base di pesce. Tramonto magnifico.



Katerina, spiaggia di Arginonta. Taverna famigliare con ombrosa terrazza panoramica. Si possono anche acquistare confezioni regalo di ottimo miele di timo e belle candele di cera d’api naturale.



Mr. Souvlaki, piazza di Massouri. Grill House aperta dalle 11.00 alle 3.00 di notte. Ambiente rustico per un abbondante piatto di gyros o solo per un gyros pitta veloce. Saletta al piano superiore per la stagione più fredda.



KALYMNOS come muoversi:

Le distanze sono esigue e girarla è facilissimo, da Pothia si diramano 3 strade principali che collegano tutti i centri abitati dell’isola. Le strade sono buone e poco frequentate, il traffico è concentrato nel centro di Pothià. I pullman dell’isola collegano tutti i paesi ma ne abbiamo visti proprio pochi. Per essere più autonomi abbiamo noleggiato uno scooter 50 cc presso @lfa Rent a Bike a Myrties, Tel. +30.22430.28990, 47430. Euro 18 al giorno..

Caicco: da Myrtyes per Telendos partono ogni 30 minuti, tutto il giorno, l’ultimo è alle 24.00. Tragitto di 10 minuti, prezzo 4 euro.



KALIMNOS spiagge:

Akti, prima di arrivare a Vathi una ripida strada in discesa porta a una bella caletta chiara.

Vathi, non ci sono spiagge, bisogna buttarsi dal molo, ma un bagno nel fiordo è una tentazione.

Vlichadia, sabbia, frequentate dai locali, a sinistra carina spiaggetta di ghiaia, poco oltre scogli.

Kantouni, Linaria, Platis Gialos: niente di speciale Kantouni ampia e ombreggiata, Linaria spiaggia di ca 100 mt divisa in due parti, Platì Gialos spiaggia di ca 100 mt, di ghiaia e sabbia nera.

Myrtyes, sabbia e ciottoli bianchi, fondale roccioso, non attrezzata, piuttosto anonima.

Massouri, lunga striscia di sabbia vulcanica e ghiaietto, più bella di Myrties, attrezzata con ombrelloni e lettini, bar, ristoranti e qualche sport acquatico la rendono più modaiola e frequentata anche dai giovani kalymnioti.

Arginonta, ciottoli chiari, ombra di grandi alberi, mare dai riflessi smeraldo e turchese.

Emborios, ghiaia, ombra di tamerici. Prendendo il sentiero oltre la chiesa, a 30/40 minuti di cammino, si raggiungono altre calette belle e tranquille.

Isola di Telendos, Chochlakas e le due calette dopo il “cafè on the rock”, altre piccole baie.

2 commenti:

  1. eh sì...ricordo molto bene l isola di kalymnos:Kalymnos non piacerà certo al classico turista da spiaggia...parole sacrosante. Kalymnos con la classica grecia da cartolina non ha niente a che vedere.

    Noto cmq che hai avuto particolare accuratezza nel descrivere la principale tradizione che ha reso celebre quest isola, ovvero la pesca delle spugne.

    Purtroppo non tutti sanno che nel 1986 una malattia portata da una corrente calda ha decimato le spugne del mare di kalymnos ed il conseguente deprezzamento dato dalla spugna sintetica inventata negli anni 50 ha fatto il resto.

    Oggi purtroppo le spugne che hai fotografato nei laboratori di kalmynos sono provenienti per lo più dalle americhe....lo sapevate che il colore giallo chiaro di queste spugne viene provocato con un acido che ne deteriora anche la qualità!?!?....:)

    ciao

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  2. moreno firenze3 dicembre 2012 19:15

    descrizione importante e molto accurata di kalymnos.sei molto brava nel far rivivere le emozioni a chi come me ci è stato.aggiungerei solamente due cose,la gentilezza straordinariadei suoi abitanti e a mio avviso la persona piu straordinaria dell isola (nikolas e la sua taverna a palionissos) ciao.

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